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come risparmiare sulle tasse universitarie

Come risparmiare sulle tasse universitarie

Come risparmiare sulle tasse universitarie

Oggi sono sempre più numerose le agevolazioni e gli sgravi legati al reddito, comprensive di borse di studio patrocinate da varie organizzazioni di Diritto allo Studio che si impegnano perché i corsi siano a portata di tutti a prescindere dalle possibilità economiche; ma, seppur proporzionato alle varie tasche, l’impegno economico per studiare a livello accademico rimane ancora importante.

Eppure, al di la delle varie richieste di riduzioni o di borse di studio, le cui modalità troverete nei siti delle singole università, esistono dei modi per risparmiare qualcosa che sono comuni un po’ a tutti gli atenei, che vi permetteranno di alleggerire un po’ i vostri bollettini o addirittura di eliminarne qualcuno.

COME RISPARMIARE SULLE TASSE UNIVERSITARIE

Oltre alle citate richieste di riduzione, esistono alcune modalità previste dalle università atte a premiare gli studenti con minori oneri fiscali. Queste situazioni sono le seguenti:
 

  • Laurearsi in corso: per coloro che si laureano nei tempi stabiliti con il punteggio massimo (110/110), e aventi un ISEE non superiore a determinati livelli che variano da un ateneo all’altro, è previsto il totale rimborso dei contributi versati per quanto riguarda l’ultimo anno. In poche parole, in questo modo pagherete un anno in meno. La richiesta va però presentata quasi all’indomani del conseguimento della laurea (solamente 30 giorni di tempo generalmente disponibili).

 

  • Sconto famiglia: sono previsti sgravi e agevolazioni nel caso di più figli di uno stesso nucleo famigliare iscritti a una stessa università; ciò significa che se vostro fratello o sorella minore vorrà seguire le vostre orme, entrambi otterrete una riduzione dei contributi richiesti. Anche in questo caso l’ammontare di questa riduzione può variare nei vari atenei, ma è presente un po’ ovunque ed è cumulabile con altre agevolazioni; la richiesta deve però essere presentata da ogni membro di una stessa famiglia iscritto all’università (gli sgravi possono anche essere più consistenti in caso di più componenti frequentanti lo stesso istituto).

 

  • Disabilità: le università e le suddetti organi preposti al Diritto allo Studio si sono sempre impegnati per offrire un servizio adatto alle persone diversamente abili, che va dall’abbattimento delle barriere architettoniche e alle strutture in generale adatte a persone portatrici di handicap, fino alle notevoli agevolazioni rivolte a questa fascia d’utenza. Le persone con un tasso di disabilità superiore al 66% infatti sono completamente esonerate dalla richiesta di contributi, mentre i diversamente abili con un tasso di disabilità inferiore possono comunque ottenere importanti sgravi facendone richiesta, dopo un esame di un’apposita commissione.

 

  • Studenti lavoratori: come le persone diversamente abili, anche gli studenti lavoratori vengono agevolati dal sistema universitario. Godono infatti di alcuni sconti gli studenti dipendenti o assimilati (per un periodo minimo di 6 mesi), autonomi con partita IVA o autonomi con attività con attività non esercitata abitualmente; previo livello ISEE inferiore a una certa soglia, e con reddito netto inferiore ai 7.000 euro, questi studenti-lavoratori possono ottenere uno sconto del 30% sulle tasse universitarie fin dal primo anno. Per continuare ad avere diritto di questo trattamento anche negli anni successivi, gli studenti dovranno conseguire almeno il 20% dei crediti annuali disponibili.

 

  • Studenti meritevoli: sempre legato a un livello ISEE non troppo alto, sono considerati “meritevoli” e quindi adatti ad ottenere uno grosso sconto sulle tasse richieste quegli studenti che, al 30 settembre (cioè al termine della sessione di riparazione annuale), abbiano conseguito almeno l’80% dei crediti previsti per l’anno di corso, con un media ponderata non inferiore a 27; gli studenti con questi requisiti hanno quindi diritto a un esonero addirittura del 50% sui contributi universitari. Agevolazione che vale anche per il primo anno, sia di triennale che di magistrale: per il primissimo anno universitario fa fede il voto di maturità (che deve corrispondere al massimo, cioè 60/60 per il vecchio ordinamento e 100/100 per quello attuale), mentre per il primo anno di magistrale si tiene conto del voto di laurea triennale (ancora il massimo, cioè 110/110).

 

TASSE UNIVERSITARIE: ALTRE RIDUZIONI

Come si può vedere, la maggior parte di queste agevolazioni non dovute al reddito sono legate a un buon profitto accademico. Studiare insomma fa bene, non solo al vostro futuro ma anche alle vostre tasche! Altre agevolazioni, di natura più squisitamente economica e fiscale, sono la più volte citata domanda di riduzione dei contributi da fare con modello ISEE (in genere nel corso del primo semestre), che calcolerà i beni globali del nucleo famigliare e vi metterà in una fascia più o meno alta di reddito, da cui verrà detratta una parte proporzionale della seconda rata (la prima è invece uguale per tutti all’interno di una stessa facoltà). Le tasse universitarie sono inoltre in parte detraibili: non tutti sanno che ogni studente ha diritto a una detrazione del 19% dalla dichiarazione dei redditi, attraverso specifica documentazione. L’università insomma è costosa, ma con un buon impegno e una certa consapevolezza dei diritti e delle agevolazioni disponibili diventa sicuramente più accessibile.

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